Prigione

marzo 2, 2007

Sì, essere malata per giorni e giorni, senza genitori o fidanzati o figli intorno, significa quasi relegarsi in prigione.
L’influenza è quasi passata, ma non mi sento ancora bene.
Sono qui, avvolta da una calda coperta, di fronte al mio portatile che compie un anno domani.
Mi andava di scrivere, forse per la solitudine, forse perchè punto.
Ho preso questo blog come uno sfogo interiore, in cui, invece di udire solo l’eco del rimbombo, leggo e sento le impressioni e i commenti di chi mi legge. E’ come parlare a se stessi, e ad un gruppo di passanti, che non ti vedono in faccia, non sanno chi sei, ma che, se ti spieghi bene, provano a volte a dirti cose sensate.

Faccio una breve analisi di me stessa: sono quasi sull’orlo dei trenta anni, ho un diploma, un pezzetto di laurea che non diventerà mai una torta intera, qualche anno di esperienza lavorativa come indossatrice, modella, eccetera, qualche disperato tentativo artistico fortunatamente abbandonato, e… beh, le mie ultime esperienze di lavoratrice notturna.
Un curriculum del cazzo, direi.

Ho qualche soldo da parte, deo gratias, mi sento bella e attraente (e questo, per gli uomini, ha un grande valore), non mi reputo stupida, o spendacciona, o negativa, o egoista. Mi reputo una persona per bene.

Come credo capiti a molti, da vario tempo vago, in cerca di una mèta, di uno scopo, di un obiettivo. In cerca anche dell’uomo della mia vita, ammesso che nel terzo millennio abbia senso parlare di uomo della vita, e non di primo, secondo, terzo, quarto, quinto, ennesimo uomo della vita.

La cosa più pesante è che, per varie vicissitudini personali che non mi va proprio di raccontare, mi sono allontanata dall’ambiente in cui ero nata e cresciuta, e quindi ho dovuto “ricominciare” la vita daccapo, come fossi emigrata all’altro capo della terra. Non è stato facile, nè personalmente, nè economicamente.

Il primo lavoro “notturno” è stato un caso: è stato un ragazzo, col quale ero uscita quella sera, che mi aveva chiesto un pompino, e io mi ero negata. Lui, a quel punto, con un modo strano, insolito e per niente meschino, mi aveva offerto del denaro. Io ero mezza brilla, al verde, e non avevo mai fatto sesso per soldi. Ho accettato. Si trattava di cento euro, che il giorno dopo usai per placare l’affittuario che mi rompeva i coglioni ogni giorno, da qualche settimana.

Da lì, la sera successiva il ragazzo mi chiese di incontrarlo di nuovo. Pagò, stavolta centocinquanta. Solo un pompino, con qualche giochino erotico in più.
La sera successiva portò un suo amico, lo feci ad entrambi, e guadagnai duecento euro.
La sera seguente, lui mi… sì, mi picchiò (no, non spaventatevi: nulla di grave, un paio di schiaffi, e un calcio nemmeno troppo violento), forse per iniziare un discorso più “ufficiale” tra pappone e puttana.
Il giorno dopo andai dalla sua mamma, e le dissi tutto. Poi cambia città per la seconda volta. Non l’ho più sentito, grazie a Dio.

Mi ritrovai senza lavoro, e quindi decisi… sì, di lavorare così. Inizialmente mi dicevo: lo faccio quel tanto che basta per mettere da parte due soldi… poi smetto.

Ancora non ho smesso. Non so per quanto altro tempo lo farò. So solo che sto mettendo da parte dei soldi, che sogno di vivere il resto della vita in un posto caldo e poco costoso (Puerto Rico? Santo Domingo? Messico? India? Chissà), e che spero di trovare in alternativa un lavoro decente ed appagante, e poter usare i miei risparmi per non dover mai chiedere a nessuno, o rinunciare alle cose che ritengo importanti per me.
Poi, riguardo all’ennesimo uomo della mia vita… è ancora un mistero. Tuttora. Un. Grande. Mistero.

7 Risposte to “Prigione”

  1. giovanni Says:

    la vita non è facile per nessuno. Hai Ricominciato già una volta , puoi farlo una seconda. Non scrivi poi male in effetti e si potrebbe vedere qualche tua iniziativa del genere . Fammi sapere , ciao

  2. LiLywhite Says:

    Non mi sembri una stupida, solo una ragazza che sta cercando se stessa, in una maniera forse desueta per i più.
    Però non hai riposto alla mia domanda: come fai? Lavori in nero? Presta attenzione sotto questo punto di vista, che se è tuo interesse non mettere in piazza questo tuo lavoro è meglio far quadrare i conti.

  3. Nero Says:

    in questa società, spietata con i deboli, é facile perdersi ed immaginare un futuro nero e privo di speranze, il calore di un’altra persona ti può dare la forza per credere di poter avere aspettative migliori. Dipenderà da che tipo di donna sei, quella che vuole il principe? l’uomo perfetto e infallibile? quello che con la sicurezza che é in grado di trasmetterti sostituirà la figura mancante del padre? o quello che con la sua arroganza e violenza appaga l’atteggiamento autodistruttivo?
    Ogni persona deve capire che cosa é importante nella vita. Io credo di averlo capito, la passione é secondaria, la serenità non ha prezzo, trovare una persona solare che ti trasmette serenità e dialogo é un pò come rischiarare le nuvole.
    Volevo farti i complimenti per come scrivi.

  4. Paolo Says:

    Che cosa vuoi dire che hai un pezzetto di laurea? Che non hai finito? Se è questo non ti preoccupare, ci sono università che ti riconoscono il tuo profilo professionale e di studi per raggiungere la laurea. Io lavoravo senza laurea e mi mettevano sotto, poi mi sono iscritto in una nota università del centro italia, e così mi sono laureato in una laurea triennale ( e ora li metto sotto io). Non è la pubblicità di una nota azienda, ma è un pezzetto della mia storia… Non demoralizzarti mai (mi sembra che sei una tipa decisa)!

  5. Mauro Says:

    La mia impressione, se posso, è che tu sia un filo vittima di quello che capita più che artefice del tuo destino. Non sono il lavoro, o il curriculum, che mancano. Con la gente che frequenti, a occhio, di possibilità se ne potrebbero avere un mare ogni giorno. E per quelle si tratta di avere lo spessore e l’iniziativa, non il curriculum o la laurea.

    Anche per andare in un posto dove la vita non costa un cazzo è solo questione di prendere l’iniziativa. Il disastro è sopravvivere al diverso stile di vita, non l’eventuale bisogno di denaro (dal momento che, appunto, starci non costa un cazzo).
    Se stai facendo quello che ti va di fare, e secondo te è ottimo un periodo a pompini perchè vai in sbattimento? Stai guadagnando il sestuplo di quello che guadagna gente che si spacca la schiena, ridici, approfittane e amen.
    Se non ti soddisfa, fai altro.
    Sei giovane, presumibilmente bella, tutto sommato sveglia a scrivere (e spero pure nella vita… :D)… Di che ti lamenti?

    Ottimismo e iniziativa, ti ci vogliono. E magari pure di aggiornare un po’ più spesso (scrivi una volta a settimana… :|)

    Cià.

  6. §CuZ§ Says:

    Forza,vedrai che arriveranno tempi migliori..se vuoi andare in Messico,ho una cara mica che abità lì e potrebbe darti una mano..ciao e un abbraccio sincero

  7. Kingofkings Says:

    credo che…è una piccola vita che scivola via che si allontana…in un mondo troppo virtuale e violento…la realtà è brutale chissà dove sarai e se riuscirai a farcela perchè a mio avviso il vero problema è questo riuscire a farcela a sopravvivere…perchè forse vivere per alcuni è utopico…resta solo la sopravvivenza…e invece siamo fatti per vivere e nn per sopravvivere…che dire la forza devi trovarla dentro di te…devi aggrapparti con le unghie a questa vita e vincere per te stessa…è una società che ci mette in vendita e tu sei solo un piccolo regalo per i più…ma vorrei che riuscissi a togliere questo mutuo che hai sul tuo corpo e fuggire via…kiss kiss


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