Poesia dedicata da un amico

gennaio 29, 2007

Un amico mi ha dedicato questa poesia, non sua:

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
ne così povero da poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come  colui che non sa darlo.

P.FABER

6 Risposte to “Poesia dedicata da un amico”

  1. zedla Says:

    Più passa il tempo e più mi rendo conto che i sorrisi sono delle stupende manifestazioni di umanità. E alcune volte ne sento la mancanza.


  2. Io che degli amici guardo con riguardo
    sto sempre vigile quando con loro parlo
    sincero non smodato
    colui che amicizia a dato.

    Un primo amico
    ho avuto in giovinezza
    tra eterna compagnia
    baldoria ed ebrezza
    assieme in allegria.

    Erano bei giorni in quel distante trascorso
    anche se fra noi c’era l’amico losco.

    La sera a compartir “le belle”
    ballar sotto le stelle,
    scuotendo e dondolando
    c’era questo accanto
    che per motivi a parte
    diceva vado giocar le carte.

    Egli nessun badava,
    mentre la musica suona
    il gruppo questo abbandona
    non si sapeva se per una donna
    ma il fatto era chiaro e vero
    per me non era amico sincero.

    Ma i fatti tanti e poi l’amico se lo vuoi
    lo puoi trovar e non abbandonar.

    Un gran amico avevo
    che mai non ci credevo
    per dir la verità di grande qualità.

    Lui si che era sincero
    scherzava ogni momento
    ma non sembrava vero
    felice mai contento
    e questo quasi sempre
    per far gioir la gente.

    Quando lui per me
    voleva farsi in tre
    con aria beata,
    partiva la brigata
    per dare ancora il botto
    faceva il “quarantotto”

    Quando poi era in vena
    invitava tutti a cena,
    per essere in compagnia
    casa sua era mia.

    Aveva una passione
    per le macchine veloci
    e mentre le guidava
    la gente borbottava,
    dal rombo del motor
    un intenso calor.

    Puntuale come sempre
    quel giorno di settembre
    prima delle sette
    quel di che era festa
    ci invita alla pesca.

    con lui il figliol mio,
    di fuga sono andati
    a preparar il “pescare”
    per varie mie ragioni
    non son potuto andare.

    Lento arrivai sul posto
    da lui burlar mi sento
    che giro hai fatto a stento?
    Guarda che son tosto.

    Tornato a casa egli si fermò ancora
    non lo vidi più è stata l’ultima ora.

    Con lui nessuno c’èra
    trovava una barriera
    non fu più maniera
    per poterlo recuperar.

    Il suo motor più non romba
    a me è mancato tanto,
    vado trovarlo in tomba
    e lascio li il mio pianto
    per me che bene ha voluto
    una forte tristezza
    alla fine l’ho perduto
    profonda è l’amarezza.

    Pensando a quel che avevo trovato
    e per finire lui stesso ci ha lasciato
    grazie mio caro amico
    dei giorni belli che hai dato.

    Sono trascorsi molti anni,
    il tempo no ha cancellato
    ma nel pensiero sei sempre tu Giovanni
    il ricordo del passato.

    in memoria di Giovanni Miozzo
    Luigi Dorigo. Jesolo 24 giugno 2009

  3. Luigi 32 Says:

    LA POESIA SOPRA CHE HO DEDICATO A GIOVANNI MIOZZO
    Detto lo ( schittignoso )Era un pensiero in occasione del 25° anno dalla sua tragica morte.
    Un personaggio molto conosciuto nella nostra città.
    Il suo essere di estrema bizzaria , ha fatto si che era amato da tante persone , per la singolare stravaganza , e sopratutto di bontà . Lasciò il vuoto di territorialità, che da allora nessuno mai ha potuto similare tanta benevolezza.

  4. Luigi Dorigo Says:

    Vorrei tanto dedicare una mia poesia a mia moglie, in occasione del cinquantesimo anniversario del nostro matrimonio .

  5. Luigi Dorigo Says:

    Dedico questa poesia alla donna che più di mezzo secolo stà al mio fianco.

  6. Luigi Dorigo Says:

    Colsi un fiore

    Un boccio colsi dal terricci.
    Con lo scopo di un capriccio.
    Poi capii che non era vero.
    Procacciarmi su quel pensiero.
    Ma il color del fior, mi ha attratto.
    Dissi a me:tisei impacciato!
    E’ un solito dei tuoi capricci?..
    Non finirmi nei pasticci!
    Ma il cuor mio:fu poi braccato..
    Con il profumo annusato.
    Questo è il fior che devi amare!…
    E tenerlo allungo andare!
    Trova un posto sul cestino…
    Per diriger il tuo cammino.
    Oh questo lungo mio tragitto.
    Il cuor mio ormai è inflitto!
    Io e il fior su nostra casa.
    Quel che svezzi è la mia sposa.
    Le semenze più tardi ha dato.
    Altri fiori a seguito è nato.
    Tutti belli ma ognun diverso.
    Assieme al primo : dentro al “cesto”.
    Dopo i tempi è un fior smarrito.
    Senza dubbio il preferito.
    Che dal salino lo trovai.
    E’ mai più l’abbandonai.

    Dedico a mia moglie Tpmmasina. 18 ottobre 1958
    18 ottobre 2008
    tuo marito Luigi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: