0002. Avvocato.

ottobre 2, 2006

Non ci posso credere. Davvero, mi pare di essere in un film.

Stamattina mi sono alzata verso le 9, ho dato una sistemata in casa, mi sono vestita con molta cura e sono uscita. In uno dei soliti giri ignari in auto, ho raggiunto un paesino. Sono entrata in un palazzo ottocentesco, in cui lavorano diversi professionisti. Lo spunto me l’ha dato una conversazione ascoltata per caso al bar, davanti ad un cappuccino fumante.

Sono salita al secondo piano, e ho suonato il campanello. Mi ha aperto una signorina sui 45, bruttina, molto “da biblioteca”. Ho chiesto di parlare con l’Avvocato M., che era in studio.

L’Avvocato mi ha accolto quasi subito, chiedendomi cosa mi servisse. Gentile, mi ha anche offerto una sigaretta, una Pall Mall blu. La porta era chiusa. Erano le 11. Ho tergiversato per qualche minuto, mentre fumavo. Lui mi raccontava di un paio di cause in corso.

Spenta la sigaretta, mi sono alzata, mi sono avvicinata. Lui era sorpreso. Un po’ sovrappeso, ma con un certo fascino. Gli ho chiesto se era sposato. E’ diventato rosso, e ha risposto “Beh, sì, ma ci sono dei problemi…”. Che imbecille.

Gli ho detto che glielo avrei succhiato per 200 euro. Ci ha pensato per mezzo minuto, poi è uscito e ha mandato via la signorina con una scusa. Ha richiuso la porta. Io l’ho fatto accomodare in poltrona, gli ho slacciato i pantaloni, e tirato giù le mutande, non senza fatica. Non è che collaborasse granchè. Ho chiesto il denaro, che mi ha dato subito senza fiatare.
Ho cominciato a leccarglielo, ma era piccolissimo. Ho fatto gli occhi dolci, e ho cominciato a dire le cose che li fanno eccitare di più. La mia preferita è “Non vedo l’ora di ingoiare tutto.”. Funziona sempre.

L’ho stimolato per quasi dieci minuti, fino a quando non si è sentito a suo agio e ha cominciato a prendermi la testa e a spingerla verso il suo ventre. Il suo respiro si è fatto più affannoso, e a quel punto ho tirato fuori il condom. Menta, stavolta. Anche lui, come quello di ieri, molto peloso, e anche un po’ puzzolente.

Gli ho infilato il coso alla menta, poi gli ho cominciato a stuzzicare il buco con un dito, mentre con l’altra mano e la bocca mi davo da fare. Cominciava ad essere eccitatissimo. Io ho tirato fuori il seno, e poi ho ripreso a succhiare. Era molto duro, ma piccolo.

Dopo altri due minuti è venuto. Anche stavolta, orgasmo lungo. Una volta fatto, ho continuato ad accarezzarlo per un pochino, poi gli ho sfilato il profilattico e gli ho pulito il pisello con un fazzoletto. Come tanti imbecilli, ha cominciato a parlare di stronzate, del tipo “Ti è piaciuto succhiarlo, eh?”. Certo che no, l’ho fatto solo per i tuoi soldi. Ma non gli ho detto questo, sono stata al suo gioco.

Me ne sono andata lasciandolo a braghe calate, dicendo “Scusa un attimo, torno subito”. Non mi rivedrà mai più.

E’ stato il mio primo lavoro diurno. Chissà.
Tutto questo mi ha ricordato quel film con Alberto Sordi, “Il medico della mutua”, in cui ad un certo punto una signorina va a trovarlo in studio, ci fa l’amore, e poi chiede i soldi.

0002: Avvocato M., Menta, 10-11 centimetri, 2 ottobre 2006.

3 Risposte to “0002. Avvocato.”

  1. maskione Says:

    Bellissima descrizione. Complimenti.
    Ciao
    MSK

  2. unoalgiorno Says:

    Grazie caro!
    Un bacio

  3. Lodovico Says:

    sei una troia, vergognati


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