Stasera. 0001.

ottobre 1, 2006

Locale che si chiama Z, di sei lettere. A metà tra bar e pub.

Il primo potenziale cliente è in giacca e camicia di Versace, sui 35, secco allampanato. Si vede subito che è uno impacciato con le donne. Qualche battuta, poi capisco che non ha soldi a sufficienza.

Il secondo è belloccio, sui 40, jeans e polo neri. Alessandro. Per qualche minuto spera di avermi colpito. La proposta lo soprende, ma lo attira. Mi chiede lo sconto, e io lo saluto subito. Dopo tre minuti è di nuovo da me, mi offre un Campari e mi dà i 150. Lo porto nel bagno degli uomini, molto pulito. Belle mattonelle, scure e linde. Lui in piedi, io in ginocchio di fronte a lui. La stanzetta è tutta chiusa, non come altrte che hanno una larga fessura in alto. Preferisco così, in modo che i respiri affannosi non si sentano. Gli chiedo di fare molto silenzio, tanto con gli occhi lo ho già eccitato.
Dopo neanche un minuto di stimoli capisco che è il momento. Tiro fuori un condom alla fragola, sorrido sexy per convincerlo senza troppe storie. Cede. Si capisce che gli basta venire. Glielo infilo io, lentamente. Ha troppo pelo, quindi non lo lecco alla base. Poi lo prendo di nuovo in bocca, la fragola mi piace. Viene in meno di un minuto, con la sua mano a spingermi la testa e afferrare i capelli. E’ un orgasmo lungo, direi, almeno venti secondi. Molto liquido: la piccola sacca in punta è gonfia. Mi sembra che arrivi ai 14 centimetri. Per un periodo ho perfezionato una tecnica per misurarlo bene, aiutandomi con le proporzioni rispetto alle mie mani.

E’ molto soddisfatto. Lo accarezzo per un po’, circa un altro minuto. Poi prendo la cartaigienica, glielo sfilo e lo pulisco. Mi dice qualche parola dolce, da mezzo innamorato. Povero illuso. Gli chiedo di uscire dopo qualche minuto, per non insospettire. Esco, saluto il barman e me ne vado. Non mi troverà. Non mi ha chiesto il telefono.

In un’ora di preparativi (trucco, vestirsi), un’ora di auto (vado sempre lontana e in posti diversi, non si sa mai), mezz’ora di occhiate in un bar, e sette, forse otto minuti di lavoro vero, anche stasera ho risolto.

Forse sono diventata molto cinica, ma mi sembra il miglior lavoro del mondo. E’ così facile.

Ho deciso che d’ora in poi voglio numerarli. Questo diventa il numero 1. Anzi, 0001, da pseudo informatica quale sono. Avevo dato quasi dodici esami, dei quali dodici inutili. La cosa utile è che ti danno l’illusione che puoi anche imparare a fare certe cose. Questo blog ad esempio. Una ragazza normale non avrebbe mai sognato di farlo, forse.

0001: Alessandro, 14 centimetri, fragola, 1 ottobre 2006.

Buonanotte.

Una Risposta to “Stasera. 0001.”

  1. N Says:

    secondo me quello ke scrivi non è un gioco… io non giudico, ho letto solo perchè hai iniziato tutto il giorno del mio compleanno (1 ottobre) e la cosa mi ha messo tristezza!


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