Malino

Ottobre 31, 2006

Va malino.
Ho tamponato.
Quasi mille euro di danni. Una guancia gonfia per qualche giorno. No, niente lavoro, non ce la facevo.
E la testa mi ha ronzato fino a ieri.
Oggi sto meglio. Uff.

Consiglio

Ottobre 25, 2006

Ieri un amico di lunga data mi ha chiesto consigli su come fare per imparare a vestirsi bene (abbinamenti, dettagli), senza spendere troppo, e senza perdere troppo tempo. Io non ho tempo di spiegargli, e lui è molto lontano da me… avete qualche suggerimento? Un sito web? Una guida?

0012-0027: private party

Ottobre 22, 2006

Party di un riccone russo, venerdì sera, al quale, per una serie incredibile di coincidenze, sono stata invitata a… lavorare.

Come me c’erano altre sei “animatrici”, per circa una quindicina di invitati maschi (tra i trenta e i quaranta anni) e una ventina di bodyguard.
Ho giocato sul fatto che offro solo sesso orale, e la cosa “sembra” abbia fatto breccia nella fantasia dei partecipanti.
Tipi rozzi, qualcuno parlava male inglese, gli altri si limitavano al russo (almeno così sembrava).
Tremila euro, per un giorno e mezzo di disponibilità. Alla fine, a parte qualche esibizione più del solito, ho avuto sedici clienti, tutti serviti con cura e pazienza, e tutti rigorosamente con ingoio. Molti di loro si sono divertiti a “prendermi” in due, sempre per bocca. La cosa in sè non mi è sembrata squallida, ma solo diversa dal solito.
Non ho avuto problemi di vestiti, anche perchè io e le altre damigelle giravamo in lingerie tutto il tempo (ci siamo cambiate tre o quattro volte per via delle schizzate), in una villona che immagino sia stata affittata per l’occasione. L’incasso non è stato affatto male, considerando che ho dovuto lasciare la caparra dell’appartamento a Milano (quasi settecento euro) e mi premeva ritornare col conto in nero.
Curioso, diverso, e non più squallido del solito. Se non altro, ho guadagnato bene e ho deciso che mi prendo due giorni di ferie. Sembra che mi chiameranno di nuovo… probabilmente accetterò. Guadagnare queste cifre in due giorni fa tanto, tanto comodo.
0012-0027: vari russi, ingoio, lunghezze variabili, 20 e 21 ottobre 2006.

0011: cliente Hotel

Ottobre 19, 2006

Ieri sera, passata la febbre, ho ripreso a lavorare.
Non conoscendo il posto e non sapendo dove andare, ho pensato di fare una capatina in un albergo lussuoso a circa quaranta chilometri da dove vivo.

Entrata, ho salutato il portiere e mi sono seduta su uno dei divanetti all’ingresso. Avevo la minigonna, ma vestivo con molta classe, infatti nessuno mi ha detto nulla.
Dopo una buona mezzora di sguardi  andati a vuoto e un ragazzino che ci provava, ecco che arriva il mio cliente di stasera. E’ tedesco, ma parla un po’ di italiano. Ha circa quaranta anni, veste benissimo. Piccola coincidenza, ha anche lui un Panerai. E’ raro vederne, mi  stupisco.
Gli spiego come funziona, e chiedo duecento euro. Accetta. Lo accompagno in camera, lui si spoglia in mutande, poi mi metto io al lavoro.
Ha un coso enorme, supera di parecchio i venti centimetri. Ho qualche difficoltà a prenderlo in bocca, ma poi inizio a salivare e a muovermi, e le cose iniziano a procedere. Dire parole zozze in italiano non servirebbe molto, mi limito a suoni gutturali, sospiri, esclamazioni di eccitazione.
Il pompino dura per circa venti minuti, e il tipo sembra riuscire a controllarsi bene. Cerco di concludere, aumentando la velocità e ansimando sensualmente. Si mette in piedi (prima era seduto sul letto), mi prende la testa e la coda dei capelli, e mi viene in bocca. Liquido abbondante, e con quelle dimensioni sono costretta a ingoiare quasi tutto. Qualcosa mi cola ai lati delle labbra, e mentre lo finisco di leccare per ripulirlo, approfitto per ripulirmi anche io. Non voglio sporcarmi la gonna.

Finita l’opera, mi rialzo e me ne vado, salutandolo. Ci rimane quasi male, come se volesse che rimanessi. Mi offre trecento euro per restare, ma io mi rifiuto ed esco. Non si sa mai.

Torno a casa, un po’ stanca. Mi sciaquo bene i denti e mi disinfetto la bocca.
Il mio primo cliente in centro Italia. E’ andata bene.

0012: cliente hotel, ingoio, 23-24 centimetri, 18 ottobre 2006.

Uff

Ottobre 18, 2006

Trasloco completato, non senza fatica. Sono in Toscana.
Ho la febbre da ieri, ma mi sta passando.
Ho letto questo, ridendo come una matta.

A presto, un bacio.

A presto

Ottobre 13, 2006

Sarò impicciata non poco per il trasloco, questo weekend. A presto.

0010: avventore bar

Ottobre 13, 2006

Ieri sera ero un po’ stanca, sono uscita a piedi, ho preso un tram, sono arrivata in un posto (non lo dico, sennò si capisce tutto), e sono entrata nel bar lì vicino.
Deserto, a parte il barista sui 60, un giovane sui 30, avventore, e una coppia uomo-donna sui quaranta, forse stranieri di oltreoceano.
Il giovane è vestito con molta eleganza, e al polso mi sembra abbia un Luminor Panerai. Mi piacciono gli orologi di classe.
Prendo un caffè marocchino, e mi siedo in un angolo appartato. L’avventore si gira più volte guardandomi. Gli faccio cenno di venire al mio tavolo, lui esegue docilmente.  Ancora non ha capito il meccanismo, e mi ha scambiato per una qualsiasi.
Dopo le solite banali quattro chiacchiere, gli chiedo se vuole del sesso orale, per duecento euro. Ci rimane male, come se avessi trafitto i suoi sogni d’amore. Lo metto a suo agio con qualche parola dolce, e qualche altra provocatoria. Si rilassa, prende il portafoglio (Montblanc), mi dà il denaro, si guarda intorno per capire dove.
“Sei in auto?”
“Si, qui fuori.”
“Che auto?”
Murcielago.”
Ci metto un secondo, poi confermo a me stessa che è una Lamborghini (avrei potuto chiedere 300) e quindi è scomoda (bisogna trovare un altro posto).
Mi dice che ha casa qui vicino, ma io in casa di uno sconosciuto non ci entro nemmeno morta. Gli indico il bagno, entriamo senza nemmeno farci vedere dal barista.
Bagno piccolo, ma pulitissimo. Poco illuminato, il che favorisce l’erotismo. Mi inginocchio, lo spoglio, sussurro le mie frasi d’effetto, e inizio il lavoro. Il suo è di media grandezza, molto curato, depilato alla base. Odio i peli maschili. Mi accarezza sotto le orecchie, con entrambe le mani, come se volesse “dominarmi” in maniera dolce e non violenta. La cosa mi piace, e credo non mi sia mai capitata. Decido di darmi da fare, voglio che questa serata non se la scordi per un bel pezzo.

Col suo coso in bocca e la testa avanti e indietro, muovo la mano svitando e avvitando. E’ il modo più stimolante per farlo. Con l’altra, accarezzo le palle o indago tra i glutei, stimolando il buco. Lo guardo fisso, cercando di apparire vogliosa, e irrefrenabile.
Lui non emette rumori, ma sospira delicatamente, anche se si capisce che la cosa gli sta piacendo un casino. Purtroppo mi sorprende schizzandomi in bocca, lo capisco solo all’ultimo momento, appena in tempo per serrare bene le labbra e farmi inondare. E’ tantissimo, davvero. Devo inghiottire più volte, e l’eiaculazione dura per… forse venti secondi. Finito il getto, continuo a muovermi col suo coso in bocca per un po’, finchè non capisco che è il momento di smettere. Lo ripulisco per bene, poi lo ribagno con la mia saliva mischiata al suo sperma, e lo pulisco di nuovo. Continuo a guardarlo, è estasiato. Mi stacco, ridendo, per completare questa iniezione di fiducia nel suo ego maschile. Lo rivesto, mi alzo.
“Se ti è piaciuto tanto, puoi anche darmi una mancia. La accetto volentieri.”
E’ così dolce e ingenuo che mi accontenta, con altri cento euro. Non male.
Gli chiedo di attendere qualche minuto prima di uscire. Mi dileguo. Non mi vedrà mai più.

0010: avventore bar, ingoio, 15-16 centimetri, 12 ottobre 2006.

Alea jacta est!

Ottobre 12, 2006

Il dado è tratto. Ho deciso. Addio, Milano. Me ne vado tra i colli toscani e le campagne umbre.

Ancora non so alcuni dettagli del nuovo “impiccio” (non lo chiamo lavoro, sono solo poche ore a settimana), però sono contenta lo stesso. Non è che Milano non sia bella, anzi: è una città spettacolare. Il mio problema con Milano è che mi sento sola, e non mi trovo a mio agio in tante cose. E poi, diciamola tutta, Milano è CARA. Costosa, intendo.

Cambio aria… Tanto, è un periodo in cui non mi interessa mettere radici. Partirò tra due o tre giorni.

Quando incontrerò il mio Lui, questo Lui dovrà sapere tutto, della mia vita, e accettarlo. Lo so, non sarà facile. Ma nella vita di cose facili non ce ne sono tante. E poi, caro Lui futuro, dimmi: preferisci una che ha fatto (e mai più farà, dato che ti ha trovato) un lavoro “criticabile”, o preferisci una che non è sincera, e che magari se ne va a zonzo a cornificare?

Che dite, ho qualche chance?

0009: X. E Riflessioni

Ottobre 11, 2006

Il numero 0009 non ve lo racconto, non mi va.
0009: X, menta, 19-20 centimetri, 11 ottobre 2006.

Rifletto sulla mia vita: nessun punto fermo, nessuna certezza, tanta paura dell’ignoto.
Ragionandoci, non è una questione di soldi (se ne hai a sufficienza per vivere in maniera dignitosa): che c’entra, fanno sempre bene… ma non è una questione di soldi.
Se mi ritrovassi in mano una cifra importante, non sarei MOLTO più felice. Sarei solo un po’ meno preoccupata del futuro, ma non per questo FELICE. E’ la felicità che cerco, non la corsia preferenziale verso la pensione.

Questa felicità la cercano tutti, no? Qualcuno la trova per qualche momento… ma come si fa, dannazione, per tenerla con sè e non lasciarla più andare?

Il mondo sembra sempre più solo. Le persone, sempre più sole e tristi. Meno ore per dormire, meno ore per leggere, per viaggiare, per rilassarsi. Mi manca la mia adolescenza, quando i ragazzi della mia età giocavano in strada insieme a noi teenagers. Lavoravano, ma avevano tempo anche per quelle cose. Ora il tempo non c’è più.

Sarà, ma secondo me siamo messi male. Sigarettina, e buonanotte.

Finalmente sveglia, ma stanca. Negli ultimi tre giorni ho incontrato diversi amici sparsi nella penisola, tra Ancona, Firenze, Perugia e Bologna. Tutta gente che mi andava di rivedere. Forse ci sono novità lavorative: una offerta per modella dalle parti di Siena e Arezzo… chissà, perchè no? Milano è una città che non gradisco… ci farò un pensierino entro domani, prima di firmare il contratto d’affitto.
Ieri sera in un locale ho incontrato un Tipo famoso, di cui preferisco tacere il nome. Diciamo che si chiama Y. Mi sono avvicinata senza parlare, lasciando che mi guardasse un po’. Era in compagnia di un amico, ma in pochi istanti ha rivolto l’attenzione su di me. Ho risposto ad un paio di domande, poi ho puntato dritta al nocciolo, chiedendo trecento euro. Per tutta risposta (e forse anche per impressionarmi) ha tirato fuori un biglietto viola e me lo ha infilato nel seno. Beh, ci sa fare, direi.

Con un cenno al barman si è fatto accompagnare in una saletta privè, con me al seguito. Rimasti soli, dopo un po’ di stuzzico mi sono messa all’opera, e Y ha gradito molto. Anche lui, anche lui, anche lui a metà mi a preso per la coda dei capelli, pressandomi verso il suo ventre, con il suo coso in bocca. Ha accettato il condom alla fragola senza problemi (meglio). E’ venuto poco dopo, contento come una Pasqua. L’ho coccolato per qualche altro minuto, sfilandogli la plastica e pulendolo per bene con un Cleenex. Lui ha insistito per farmelo succhiare ancora un po’, dicendomi che sono meglio io del Cleenex. Hmph. L’ho lasciato fare, più che altro per via dell’incasso.
Avevo la testa da un’altra parte, non mi viene da descrivere altro.
Mi ha salutata con un baciamano. Mi sono sentita bene. Meno “sporca” del solito.

Notte quasi in bianco. Tornando al dunque, forse faccio un salto in Toscana. Se il lavoro mi viene confermato, sarebbero bei soldini, e poche ore di impegno. Incrocio le dita. Ciao.

 0008: Tipo famoso, fragola, 12-13 centimetri, 10 ottobre 2006